Nella piazza principale di Saturnia, cuore del centro storico e già luogo di incontro, scolpito nel tessuto urbano e architettonico della cittadina termale e caratterizzato da un intervento allestitivo contemporaneo in grado di dialogare con il contesto e il paesaggio urbano, nasce il nuovo polo culturale Pietro Aldi, spazio polifunzionale e luogo di aggregazione, occasione di partecipazione e di identificazione, punto di riferimento per eventi culturali del territorio.

Il piano terra, dal forte legame percettivo con la piazza esterna grazie alla grande specchiatura in vetro dell’ingresso e caratterizzato da due desk di accoglienza e strutture espositive realizzate su misura, ospita una piccola city hall dedicata alla valorizzazione e alla promozione del territorio in ambito di infopoint e incoming turistico e uno spazio polifunzionale attrattore sia per i residenti che per i visitatori interessati a conoscere la storia e la cultura di Saturnia, ma anche luogo per la didattica dedicata alle visite scolastiche, biblioteca per bambini.

La collezione delle opere di Pietro Aldi è invece concentrata al piano primo dove è stata innestata una nuova struttura architettonica allestitiva capace di accogliere alcune teche espositive che valorizzano le opere migliori della produzione artistica aldiana.

Negando il principio del foderare o dell’appoggiare alla struttura archi- tettonica che ospita, il volume, indipendente rispetto all’involucro esterno dell’edificio storico, integrandosi e sviluppandosi a partire dai vincoli strut- turali e funzionali (struttura portante, vano ascensore e vano scala), consente una chiara distribuzione dei flussi, una flessibilità nell’allestimento delle opere e la totale integrazione della distribuzione impiantistica.

Disposto in posizione baricentrica rispetto allo sviluppo longitudinale del piano, l’allestimento individua un percorso espositivo perimetrale, per poi aprirsi e accogliere al suo interno una sala più raccolta, possibile luogo anche di piccole mostre temporanee, dove una grande teca orizzontale, sospesa e perfettamente incastonata nella geometria dell’allestimento, consente l’esposizione delle opere dalla conservazione più fragile, la serie dei disegni su carta, adagiate su un piano inclinato e protette da un sistema passivo di controllo dell’umidità.

Sottoposto a sottrazioni per determinare tagli e scorci prospettici in una combinazione ragionata di pieni e di vuoti ed assorbire il volume irregolare delle teche incassate a geometria variabile, ne deriva un’architettura spigolosa, precisa, netta che si plasma per rendersi allestimento, evitando l’inutile ricorso alla decorazione e definendosi esclusivamente per la compo- sizione degli elementi tridimensionali.

Nel superamento del concetto di oggetto architettonico, le teche, che si connotano per il grande valore plastico con piani inclinati che creano illusori effetti di tipo prospettico di diversa profondità, infrangono la severità e la nettezza del volume architettonico, creando un’immagine dinamica e vibrante, ma conservando al tempo stesso la precisione univoca dell’archi- tettura espositiva.

Al fine di creare un ambiente raccolto e di proteggere le opere dall’esposizione alle radiazioni provenienti dalla luce naturale delle numerose finestre, un sistema di pannelli scorrevoli scherma l’irraggiamento solare e al contempo funge da supporto per la grafica dell’apparato didattico.

Grande importanza riveste infine l’intervento illuminotecnico, con la luce che viene usata sia per disegnare e sottolineare le scelte architettoniche, fatte di percorsi, scorci, spazi di attesa e di studio dell’allestimento, sia per far risaltare puntualmente ed esaltare l’espressività delle preziose opere esposte.

Andrea Milani

Esterno 1 Polo Culturale Pietro Aldi
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